La normativa Smartworking per vivere il lavoro in maniera più semplice
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LO SMARTWORKING E’ ANCHE NORMATIVA!

Tempo di lettura: 4 minuti

Lo smartworking non è solo una nuova modalità di lavoro che ormai sempre più spesso raccontiamo con dati, vantaggi per persone e organizzazioni, citando temi correlati come il work life balance o il miglioramento della produttività: tutti argomenti importanti e essenziali che incoraggiano quel cambio culturale del modo di vedere e vivere il lavoro.

Lo Smartworking è anche normativa!

Il 2017 ha visto concretizzarsi il Disegno di Legge sul lavoro autonomo e lavoro agile in legge vera e propria: Legge n.81 del 22 Maggio 2017.

Il tempo intercorso tra Disegno di Legge e Legge ha visto la sperimentazione dello Smartworking in diverse realtà che hanno fatto emergere aspetti importanti su cui la Legge 81 si è poi fortemente concentrata (diritto alla disconnessione, gestione della sicurezza dei lavoratori, ecc.)

 

Con la Legge 81/2017 intitolata

“Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”

(Art. dal 18 al 23 dedicati al  lavoro agile)

le aziende “smart” cioè quelle che hanno deciso e che decidono di sperimentare lo Smatworking, devono trattare obbligatoriamente alcune questioni documentali e organizzative, imposte dal legislatore, a tutela dei lavoratori e del rapporto di lavoro con l’azienda.

 

Capita a volte di trovare organizzazioni sprovviste di alcune di queste importanti informazioni e non avere risposte a domande come ad esempio:

– Gli smartworkers devono ricevere una formazione specifica riguardante il lavoro agile?

– I dirigenti sanno gestire il loro ruolo e i collaboratori in modalità di lavoro in remoto?

– L’azienda ha scritto una Policy interna sullo Smartworking?

– I lavoratori coinvolti hanno firmato un Accordo con l’azienda relativo alle modalità di svolgimento delle giornate di lavoro agile?

Andiamo con ordine e aiutiamo a capire cosa una azienda che sperimenta  o applica lo smartworking deve fare.

Poche mosse, fatte bene!

POLICY

Scrivere una Policy aziendale che contenga almeno:

– una premessa in cui si chiariscono i motivi aziendali della scelta di ricorrere allo SW;

– le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa del lavoratore agile;

– i comportamenti che è opportuno seguire nel corso del lavoro in modalità smart.

ACCORDO

Impostare un accordo scritto tra le parti (datore di lavoro e lavoratore), ai fini della regolarità amministrativa e della prova, in cui si riportano:

– le modalità di svolgimento del lavoro agile concordate tra le parti;

– la descrizione delle forme di esercizio del potere direttivo e degli strumenti che il lavoratore utilizzerà;

– i tempi di riposo del lavoratore e misure tecniche organizzative che assicurino la disconnessione dello smartworker;

– le regole per il recesso.

INFORMATIVA SULLA SICUREZZA

Informativa scritta consegnata agli smartworkers e loro RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) contenente indicazioni sui rischi generali legati all’attività lavorativa e un focus sui rischi specifici connessi alla nuova modalità di lavoro.

FORMAZIONE

Formazione a tutti gli smartworkers e ai loro capi i quali devono autorizzare le giornate di smartworking.

Tale formazione è obbligatoria ai fini della sicurezza sul lavoro e quindi ai sensi del D.Lgs. 81/08 e può rientrare nelle ore di aggiornamento formativo in questa materia.

Lo stesso momento formativo può essere anche colto come momento per spiegare alle persone l’iniziativa dello Smartworking:

– presentare la Policy che l’azienda ha scritto,

– mostrare l’Accordo che i lavoratori coinvolti dovranno poi firmare,

– trasferire concetti chiave per il lavoro agile come l’autonomia, la responsabilizzazione dei lavoratori, il lavoro basato su obiettivi e non su ore di tempo lavorate, i sistemi tecnologici che saranno usati in remoto, ecc.

In buona sostanza un uso anche strategico della formazione.

 

Quanto più queste indicazioni, documenti e percorsi formativi sono chiari all’azienda, tanto più saranno comunicati meglio e in maniera chiara e trasparente al lavoratore il quale si sentirà motivato a sperimentare e rispettare le regole previste anche nel lavoro agile, in un’ottica di continuo miglioramento professionale e di crescita e sviluppo per l’azienda.

Debora De Nuzzo DDNstudio Founder

 


IN AGGIUNTA IL PARERE DEL LEGALE: Avv. Silvia Costantino per DDNLife&Work, un progetto di DDNstudio.

 

Profili retributivi e assicurativi dello smartworking

L’Osservatorio del Politecnico di Milano ha definito lo smartworking come

una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”.

Questa definizione sintetizza le caratteristiche dello smartworking disciplinato dalla Legge n. 81/2017, che introduce così una nuova modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, senza vincoli di orario e spazi, con forme di organizzazione in fasi, cicli e obiettivi, con l’utilizzo di mezzi tecnologici.

PROFILO RETRIBUTIVO

Sotto il profilo retributivo, lo smartworker, che svolge la propria prestazione in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno ha diritto, ai sensi dell’art. 20, comma 1, Legge n. 81/17, ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti degli altri lavoratori che svolgono le stesse mansioni in azienda.

Tuttavia, nella pratica, questo diritto non potrà trovare piena corrispondenza in un concetto di retribuzione oraria, tenuto conto dell’assenza di vincoli di orario, con il solo limite della durata massima dell’orario di lavoro.

Infatti, all’assenza di vincoli di orario consegue l’inapplicabilità della retribuzione per il lavoro straordinario, che presuppone il superamento dell’orario di lavoro ordinario, verificabile dal datore di lavoro. Sarà invece possibile prevedere forme di retribuzione per obiettivi.

PROFILO ASSICURATIVO

Sotto il profilo assicurativo, con circolare n. 48 del 2 novembre 2017, l’INAIL ha precisato che nonostante il lavoro agile non preveda una postazione fissa del posto di lavoro:

– è necessaria “l’estensione dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali” e che “la classificazione tariffaria della prestazione lavorativa  segue quella cui viene ricondotta la medesima lavorazione svolta in azienda”.

– si applica la tutela dello smartworker anche in caso di infortunio in itinere, quando “la scelta  del luogo della prestazione è dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore e risponda a criteri di ragionevolezza”.

Da ultimo, è opportuno ricordare che sotto il profilo della tutela della sicurezza e della salute del lavoratore, l’art. 22, comma 1 della Legge n. 81/17 impone al datore di lavoro di comunicare annualmente al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza i rischi generali e specifici connessi a questa particolare modalità di esecuzione della prestazione lavorativa.

 


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DEBORA DE NUZZO - DDN Founder Progettista e Formatrice, esperta di Salute, Sicurezza e Benessere aziendale. Supporta imprenditori, manager, dipendenti, hr di grandi aziende a migliorare loro stessi, i loro team e di conseguenza le performance e la produttività aziendale.

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