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Rientrare a lavoro con gioia si può (anche se vorresti cambiare azienda!) Ecco le tre cose che puoi fare

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Rientrare a lavoro con gioia si può (anche se vorresti cambiare azienda!). Ecco le tre cose che puoi fare.

Nella mia esperienza di formatrice aziendale e coach ho appurato che settembre è il mese con più criticità per i miei clienti. Perché magari si ricomincia dopo due settimane stesi in spiaggia, dove il massimo dei problemi è scrollare la sabbia dall’asciugamano. Perché ricomincia la routine. O perché – come capita a tanti – settembre è il vero inizio di anno, e la cosa che si ha in testa è una sola: stare meglio. Stare meglio a lavoro. Stare meglio anche cambiando lavoro. 

Qualunque sia il motivo dell’ansia da rientro (sì, anche se è la voglia di andare per nuovi lidi), se provassimo a non vedere più questo come un problema e lo utilizzassimo, invece, come opportunità per rientrare carichi e propositivi a lavoro?

Come spesso accade, l’approccio che mettiamo in atto per affrontare situazioni e novità nelle nostre vite, crea già buona parte delle risposte, soluzioni e azioni che poi mettiamo in pratica.

Il resto lo fa l’ambiente che ci circonda, fatto di luoghi e persone che incontriamo e con cui interagiamo. Anche per questo, però, è utile sapere che buona parte della qualità delle relazioni che instauriamo con persone e ambienti dipendono da noi.

Tutto questo ci dà tanta responsabilità, ma anche tanta consapevolezza e potere delle nostre azioni. E quindi, se una buona percentuale dei “giochi” la facciamo noi, cosa possiamo fare per rientrare al lavoro con gioia?

Punto zero: partiamo dalla premessa che rientrare al lavoro in serenità e con gioia è possibile e per fare nostra questa convinzione è bene iniziare a parlare in maniera positiva. 

Non chiediamoci “come affrontare l’ansia da rientro?” (visione problematica negativa) bensì chiediamoci “come si fa a rientrare al lavoro con gioia?” (visione propositiva positiva).

A fronte di questo ultimo punto di vista, ecco le tre cose a cui pensare per rendere possibile un rientro sano, sereno, gioioso e produttivo.

Che il nostro ritorno sia dalle vacanze, da un lungo periodo di assenza, dal congedo di maternità, da una malattia o da un infortunio, ciò che ci serve è: ORDINE – STRATEGIA – AZIONE.

ORDINE E PULIZIA

Fai ordine e pulizia intorno a te. 

Sistema la tua postazione di lavoro, butta via le vecchie carte e le vecchie cose che non ti servono più, sia al lavoro che a casa. 

Archivia in modo organizzato ciò che ti è utile conservare, in modo che tu possa trovarlo subito al bisogno. Per questo usa cartelle digitali specifiche o cartellette e post-it se hai documenti cartacei da sistemare. 

Fotografa invece ciò che vuoi conservare come ricordo o per un legame emotivo particolare. Un progetto importante scritto per un cliente ad esempio, appunti da ricordare, pass d’ingresso ad eventi e convegni che ti hanno fatto vivere delle belle esperienze. 

Fai pulizia cioè: butta – pulisci – riorganizza. Attiva in questo modo un tuo ordine mentale dopo esserti liberato da ciò che era lì da tempo e che non guardavi da mesi ormai.

Approfittane per fare una bella pulizia accurata e disinfettante, perché tanto lo sai che non le rifarai tutte le settimane.

Vedrai, ti renderai conto che questo lavoro di “scarto” ti permetterà di fare anche ordine nella tua mente. E così che darai spazio alla creatività e permetterai alla tua mente di iniziare a generare pensieri positivi e nuove idee. La nostra mente non è un “magazzino”, e neanche un “contenitore” infinito. Approfittiamo dei rientri e dei nuovi inizi per ricordarci cosa vogliamo ancora, cosa vogliamo di nuovo e cosa non vogliamo e non ci appartiene più. Facciamolo con gli oggetti e anche con la testa. 

Ti suggerisco un paio di testi che ti aiuteranno in questo primo punto:

Marie kondo “Lavorare con gioia grazie alla magia del riordino” Vallardi 2020.

Marie Kondo “Il magico potere del riordino” Vallardi 2014.

CREA E ADOTTA UNA STRATEGIA

L’anno lavorativo e il nuovo anno di vita che ti aspetta è importante, qualunque mestiere tu faccia e qualunque sia la situazione da cui rientri (vacanze, malattia, maternità, potrebbe essere anche l’inizio di un nuovo lavoro ad esempio).

Ciò che serve è dare valore all’esperienza che stai per iniziare e per dare valore al lavoro, questo va inserito in una strategia ampia che includa, oltre al lavoro stesso fatto e vissuto bene, uno stile di vita sano e una quotidianità sostenibile. Punta a una corretta integrazione tra vita, lavoro e cura di te.

Questa è la strategia vincente che ti permetterà un rientro o un nuovo inizio energico e altamente motivato.

Qualche domanda utile da porti:

  • “Quanto spazio occupa il lavoro nell’intera mia vita?”
  • “Quali sono gli altri aspetti altamente importanti della mia vita che non voglio assolutamente trascurare (la famiglia, la vita sociale, la salute, ecc.)?”
  • “Quanto tempo ed energie voglio dedicare a tutti questi aspetti?” e “Cosa farò per proteggere le mie decisioni quando l’ambiente intorno a me non sarà favorevole come vorrei?”

La strategia determina i nostri obiettivi, ciò per cui agiamo. È il “masterplan” del nostro stile di vita.

Che lo scopo del tuo lavoro sia “come impiego”, “come carriera” o “come vocazione”, questo è un ulteriore aspetto che durante la stesura della tua strategia devi considerare. 

Tra l’altro, l’approccio al lavoro, è un tema che i team leader devono avere bene a mente relativamente a ogni loro collaboratore perchè questo determinerà il loro senso di appartenenza e il loro impegno nei confronti di obiettivi condivisi. Se sei un team leader ti suggerisco di dedicarti del tempo per leggere “Effetto porcospino” di Manfred F.R. kets De Vries. Edizioni FerrariSinibaldi 2020.

AZIONE

Una volta fatto ordine e pulizia dentro e fuori di te e determinata la strategia adatta alla tua vita, non resta che “fare delle cose”, metterti in azione.

La prima azione utile è permetterti di non sapere da dove partire. Non accusarti per questo, non sentirti in colpa e non sentirti indietro rispetto ad altri. Molto probabilmente il tuo corpo e la tua mente stanno già agendo riflettendo su cosa fare.

Sperimenta la pazienza e assapora la calma ascoltando i tuoi pensieri e i tuoi bisogni. 

Sarà il modo migliore per arrivare a dire: “ho deciso di fare così!” e solo allora il tuo piano di successo si attiverà.

Veder succedere ciò che vogliamo è il risultato più gioioso per cui vale la pena spendersi prima in pensieri e riflessioni: sono l’azione più importante.

Impara poi a stabilire obiettivi se non lo sai già fare. Chiediti se gli obiettivi che ti sei posto/a sono veri e sostenibili, non solo buone intenzioni. E poi FAI, non tornare in continuazione sulla pianificazione di ciò che vuoi fare. FALLO E BASTA! E poi guarda che effetto fa: non quanto bravo o brava sei stato/a, ma come quell’azione ti fa sentire e se ha cambiato qualcosa concretamente intorno a te o dentro di te. 

In questi termini rientrare al lavoro o, possiamo anche dire rientrare alla vita quotidiana, sarà una gioia perché:

  1. ci lascia essere protagonisti delle nostre scelte;
  2. ci permette di creare un approccio mentale di apertura, pronto ad accogliere ciò che arriverà (growth mindset);
  3. ci proietta verso successi futuri a partire dalla creazione di un ordine mentale e strategico che è già un primo successo nel presente che stiamo vivendo. In questo modo sarà fin da subito alta la motivazione e il senso di realizzazione. 

E tu, come vivi il tuo rientro e i tuoi nuovi inizi?

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DEBORA DE NUZZO - DDN Founder Progettista e Formatrice, esperta di Salute, Sicurezza e Benessere aziendale. Supporta imprenditori, manager, dipendenti, hr di grandi aziende a migliorare loro stessi, i loro team e di conseguenza le performance e la produttività aziendale.

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