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Il nuovo imperativo per le aziende: Accompagnare le persone nel rientro al lavoro senza stress e paure

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Chi è genitore o chiunque abbia accompagnato un bambino in una sua “prima volta” lo sa! La mente di quel bambino è eccitata, stressata in un mix di paura e curiosità, entusiasmo e immobilismo. L’adulto in quel caso ascolta, comprende, esalta i punti di forza del bambino e suggerisce indicazioni per i momenti più difficili guidando il bambino a farcela e a sentirsi soddisfatto e realizzato dei risultati che otterrà.

In altre parole, l’adulto fa una cosa importantissima: ACCOMPAGNA.

Pensiamo ora alle nostre aziende, alle persone che, in presenza o da remoto, tornano al loro lavoro dopo un lungo periodo di dubbi, incertezze, stress. 

Sentiamo parlare di “new normal”, ma come fare a sentire davvero così produttivo e vitale questo nuovo futuro in arrivo?

Dalla mia esperienza di formatrice aziendale e promotrice dello smart working (quello vero e sano), vi porto all’attenzione qualche riserva su cui credo valga la pena riflettere per un ri-ambientamento florido e in salute delle persone al lavoro.

Soffermiamoci un momento sulla parola ambientamento. Molte persone avranno bisogno di ri-ambientarsi sia nel contesto lavorativo, che nella riorganizzazione della loro vita (tempi, spostamenti, gestioni familiari ecc.).

C’è già chi accusa tensioni fisiche, mentali, emotive per un giorno di rientro in ufficio. 

Questa tensione è a volte anche prolungata: parte da un’ansia anticipatoria dell’evento e finisce solo al rientro nella nostra area di comfort. Ecco che l’ambiente di lavoro, oggi più che mai, dovrebbe diventare una nuova zona di comfort, un luogo amico, un punto di riferimento per le persone nei giorni di rientro o al bisogno, e non più luogo dell’obbligo.

In quest’ottica, come agire?

L’idea di un abbandono delle persone a loro stesse potrebbe non essere la migliore scelta di un’azienda, in questo momento. 

Organizzare, invece, un piano di accompagnamento al ri-ambientamento al lavoro potrebbe risultare la scelta più saggia: sia in un’ottica di produttività e rinnovo dell’engagement delle persone, sia per confermare la vicinanza dell’organizzazione al benessere dei lavoratori e delle lavoratrici.

Come fare tutto questo?

Ovviamente non esiste una ricetta perfetta, ma lo strumento che mi sento fiduciosa di utilizzare nelle mie aziende clienti è la FORMAZIONE e l’ASCOLTO ATTIVO delle persone.

Una formazione in grado di sostenere e comprendere gli attuali bisogni, le paure, gli stati stressogeni delle persone e allo stesso tempo una formazione in grado di far ri-emergere i loro punti di forza che molto probabilmente, in questo ultimi anni, sono stati messi in dubbio.

Qui sei possibili “temi caldi” di cui parlare all’interno di un piano formativo di ri-ambientamento aziendale, oggi:

ANSIA, ANSIA SOCIALE, STRESS

L’ansia, nelle sue diverse forme, insieme allo stress, sono ancora due fenomeni che si cerca di gestire ancor prima di comprendere. Va ricordato alle persone che l’ansia e lo stress sono innanzitutto due risposte fisiologiche del nostro corpo e della nostra mente. Sono segnali che non vanno evitati o ignorati, ma compresi, discussi, “spogliati” dai loro tabù di debolezza e accompagnati verso il loro miglior risvolto.

La sicurezza fisica e psicologica è uno dei primi elementi che oggi le persone ricercheranno durante il loro rientro al lavoro, anche se solo per pochi giorni. 

AUTOSTIMA E MINDSET

L’autostima è l’elemento che prima di ogni altro va ritrovato nelle persone; non per una affermazione di sé, fine a sé stessa, ma per una ripresa di coscienza delle nostre capacità insieme al riconoscimento del nostro diritto alla realizzazione e felicità personale.

Nathaniel Branden nel suo libro “I sei pilastri dell’autostima” parla proprio dell’autostima come il “sistema immunitario della coscienza” dato da due componenti: una è il senso di efficacia di fronte alle sfide (nel caso del rientro al lavoro, il rientro stesso può diventare la sfida), l’altra componente è il rispetto di sé cioè la convinzione di meritare la serenità.

All’autostima leghiamo il mindset cioè la struttura mentale con cui approcciamo il rientro. La formazione, in questo caso, dovrebbe sviluppare un mindset di crescita in grado di fronteggiare mindset rigidi e fissi che si sono creati nell’ultimo periodo in molte persone.

TEMPO

La gestione del tempo è un’altra abilità da sviluppare, con scopi non solo legati alla produttività, bensì nozioni in grado di trasferire alle persone conoscenze su come gestire meglio il proprio tempo per avere cura di sé, della propria salute e di tutte le sfere importanti della vita.

Lo scorrere del tempo in questo ultimo anno ha portato ad una diversa percezione di noi e delle nostre vite; una percezione molto più profonda e autodeterminante. Le persone hanno iniziato a capire meglio che il lavoro per risultare sano e portare a realizzazione personale, oltre che professionale, deve essere considerato nell’insieme di una “WorkLifeIntegration” diffusa e ben organizzata. 

ALFABETIZZAZIONE EMOTIVA

L’intelligenza emotiva dovrà entrare sempre più nelle logiche organizzative per supportare le attività quotidiane in maniera costruttiva.

Stimolare le persone ad una alfabetizzazione emotiva significa accompagnarle a:

  • Essere più inclini nella gestione dei rapporti coi clienti/utenti/colleghi/collaboratori
  • Affrontare cambiamenti e sfide in modo propositivo
  • Gestire le proprie leve motivazionali 
  • Utilizzare la passione e l’impegno nel perseguire i propri obiettivi

Le aziende che investono parte dei loro profitti anche in questi fattori di sviluppo, entro politiche di Benessere e Benessere Organizzativo rendono i dipendenti più coinvolti e produttivi.

COMUNICAZIONE

La comunicazione e i diversi e nuovi modi di comunicare sono stati temi centrali nell’ultimo periodo. Le persone hanno imparato a familiarizzare meglio con alcuni strumenti e si sono rese conto che, tutto sommato, è ancora possibile lavorare insieme, nonostante la distanza e la voglia di incontrarsi che ogni tanto bussa alle nostre “porte mentali”. 

Insegnare alle persone nuove forme di contatto, saluto, reciprocità, condivisione lontana da paure o nostalgie di un passato che non sappiamo se tornerà, dovrà essere un tema da inserire e trattare in un piano di ri-ambientamento. 

STILI DI VITA

E infine, ma di estrema utilità, l’importanza di trasferire alle persone conoscenze e consapevolezze per impostare stili di vita sani – alimentazione consapevole, movimento quotidiano, riposo – in grado di fortificare il nostro sistema immunitario e farci sentire produttivi, forti e vitali.

Questo risulta essenziale tanto quanto tutti i punti precedenti. 

L’energia delle persone, la loro voglia di investire su loro stesse e il loro ambiente di lavoro, la carica motivazionale e la loro produttività non possono prescindere da sane abitudini quotidiane. 

Le aziende stesse, insieme ad esperti del tema (e oggi, non a caso, il mercato ne offre una vasta gamma) dovrebbero promuovere iniziative di wellbeing che sono a vantaggio di tutti. 

Come si sta muovendo la tua azienda per un ri-ambientamento delle persone al lavoro?

Raccontami la tua esperienza.

DEBORA DE NUZZO - DDN Founder Progettista e Formatrice, esperta di Salute, Sicurezza e Benessere aziendale. Supporta imprenditori, manager, dipendenti, hr di grandi aziende a migliorare loro stessi, i loro team e di conseguenza le performance e la produttività aziendale.

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