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SI PUO’ LAVORARE BENE IN AMBIENTI BELLI E SANI? COME PROGETTARLI?

Molte le persone presenti alla presentazione tenutasi il 15/09/2015 della prima opera della giovane autrice Debora De Nuzzo “Il lavoro possibile. Metodo progettuale per il benessere e la produttività delle imprese”, edito da Edizioni FerrariSinibaldi. La discussione, ospitata da Cargo High Tech di Milano, è stata  impreziosita dai contributi di Renata Borgato, formatrice, Ugo Cappello, geometra e Giovanni Lanzone, giornalista e filosofo, per le Edizioni FerrariSinibaldi, come moderatrice Arianna Girard, psicologa. Una domanda apre il dibattito e incuriosisce: cosa ci fanno allo stesso tavolo una formatrice sui temi della sicurezza, un geometra, una progettista, un giornalista e una psicologa? Il filo conduttore è il benessere delle persone e dei lavoratori, una sfida che mette in campo diversi professionisti e che interpella non da ultime, le aziende e gli imprenditori. Secondo l’autrice esistono modi per progettare gli ambienti di lavoro non solo belli, ma anche luoghi in cui star bene e lavorare meglio, in cui l’incidenza degli infortuni è minore. In cui si è più felici e le relazioni sono più fluide. Produttività e benessere quindi diventano un tutt’uno. Debora De Nuzzo introduce un modello progettuale dei luoghi di lavoro che descrive come un “nuovo modo di fare progetto”; quest’ultimo unisce i saperi e le competenze di tre materie apparentemente distanti tra loro: l’Architettura, la Sicurezza sul lavoro, il Marketing. Questi strumenti, quando ben combinati, permettono di progettare non solo la fisicità degli spazi bensì anche l’organizzazione e gestione dell’intero luogo di lavoro, con lo scopo di creare ambienti belli e confortevoli, sani e sicuri, stimolanti e produttivi che assicurino al tempo stesso il benessere del lavoratore e di conseguenza la miglior performance aziendale. Il libro è arricchito dalla presenza di alcuni casi studio, esempi di aziende che già sono sulla “buona strada” che hanno sposato un modello progettuale di questo tipo, come per esempio GUNA S.p.A o IMMERGAS S.p.A. che ci raccontano la loro storia dalla platea. Due esempi di imprese particolarmente attente al benessere dei propri lavoratori, tanto da poter investire in progetti importanti di Responsabilità sociale. Si delinea quindi un ruolo importante degli imprenditori, non solo nel garantire reddito a molte famiglie, ma nel prendersi cura dei propri dipendenti e fare da modello valoriale su larga scala. La metodologia progettuale del “lavoro possibile” si applica in tutti i contesti di lavoro, che possono essere migliorati divenendo confortevoli, belli e sicuri. Questo non vale solo per gli uffici o le aziende di produzione ma anche per i cantieri, le fabbriche e i diversi luoghi del lavoro. Spesso si pensa che questi progetti di “lavoro possibile” siano molto costosi per le aziende, sia in termini economici ma anche di tempo impiegato per progettare e realizzare i cambiamenti. Debora De Nuzzo evidenzia l’importanza del concetto di investimento a lungo termine, sottolineando come nella maggior parte dei casi siano già esistenti all’interno dell’azienda le risorse che possono essere utilizzate, ri-pensate, ri-progettate per creare un migliore ambiente di lavoro. Tutto questo grazie anche alla personalizzazione della progettazione, della formazione e della consulenza partecipata.

Ufficio Stampa

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Web www.edizioniferrarisinibaldi.com


                              

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IMMERGAS: UNA “FABBRICA IN PROGRESS”
Presentato a Milano il primo libro di Debora De Nuzzo: “Il lavoro possibile. Metodo progettuale per il benessere e la produttività delle imprese” che segnala il polo di Brescello tra i casi di eccellenza in Italia.

Brescello 18 settembre 2015 – Le soluzioni progettuali e organizzative che Immergas ha sviluppato nello stabilimento di Brescello sono diventate buone pratiche segnalate tra i casi aziendali di successo nel volume “Il lavoro possibile. Metodo progettuale per il benessere e la produttività delle imprese” curato da Debora De Nuzzo presentato a Milano. «In oltre mezzo secolo di attività industriale Immergas ha investito sul polo produttivo di Brescello risorse consistenti – commenta Ettore Bergamaschi Direttore Marketing Operativo & Comunicazione Immergas, che ha portato un contributo all’evento di presentazione del volume che ha raccolto adesioni di imprenditori e manager – la qualità del prodotto nella visione Immergas è strettamente legata a quella del luogo di lavoro e per questa ragione sono nate strutture innovative, premiate a livello internazionale, come la Domus Technica (il Centro di Formazione Avanzata), ma anche nei nuovi spazi produttivi dove l’automazione migliora la sicurezza e l’ergonomia sulle linee di montaggio e collaudo. Una “fabbrica in progress” articolata su 118.000 metri quadrati (55.000 metri quadrati coperti) che continua a evolversi per soddisfare le esigenze produttive in ottica di sostenibilità e risparmio energetico, riservando grande attenzione all’ambiente di lavoro, dalla sicurezza alla salubrità, con soluzioni sempre al passo con i tempi e con il mutare delle tipologie di lavoro partendo dall’ampliamento, appena avviato, del Centro Ricerche e Sviluppo».
Immergas comunica questa filosofia industriale ai collaboratori ma anche a clienti e fornitori nel corso delle visite guidate, diverse centinaia ogni anno, che aprono le porte della “fabbrica in progress” e consentono di vedere come cambia e si sviluppa una realtà industriale che unisce e mette in relazione ogni giorno, nelle diverse funzioni, oltre 700 persone tra uffici e reparti produttivi.
«Esistono tanti modi per progettare uffici e reparti produttivi delle aziende, tanti quanti i diversi approcci possibili – ha spiegato Debora De Nuzzo a Milano nel corso della presentazione del volume – i casi aziendali e le linee guida raccolte in questo libro introducono un modello progettuale dei luoghi di lavoro ovvero un nuovo modo di fare progettazione in ambito industriale».
Prende forma un modello integrato che unisce il sapere e le competenze di tre materie apparentemente distanti tra loro: l’architettura, la sicurezza sul lavoro, il marketing. Questi strumenti, quando ben combinati, permettono di progettare non solo la fisicità degli spazi bensì anche l’organizzazione e gestione dell’intero luogo di lavoro, con lo scopo di creare ambienti belli e confortevoli, sani e sicuri, stimolanti e produttivi che assicurino al tempo stesso il benessere del lavoratore e di conseguenza la miglior performance aziendale. Il libro illustra anche alcuni casi studio, esemplari di aziende che già sono sulla buona strada, verso un modello progettuale di questo tipo e si pone come volano per la diffusione di questo modo di “fare lavoro”, che è possibile. Debora De Nuzzo, con la DDN è consulente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e formatrice; collabora con aziende e studi professionali.
Il volume “Il lavoro possibile. Metodo progettuale per il benessere e la produttività delle imprese” edito da Ferrari Sinibaldi (212 pagine 21 euro, nei bookstore on line, anche in eBook).

Ufficio Stampa Immergas
Via Cisa Ligure, 95
42041 Brescello (RE)
Tel. 0522 689011


 

Nell’immagine: l’autrice del volume “Il lavoro possibile.Metodo progettuale per il benessere e la produttività delle imprese” Debora De Nuzzo con Ettore Bergamaschi Direttore Marketing Operativo & Comunicazione Immergas.